Mese: Luglio 2019

PENSIERI E PAROLE

Formazione obbligatoria Di recente ho completato il percorso del mio secondo triennio formativo. In realtà ho un tale eccesso di crediti che potrei stare adagiato sull’amaca per i prossimi 2 trienni a fumare e prendere il sole, ma io non fumo ed a star fermo a prendere il sole non ci sono tagliato. Riflettevo dunque sul fatto che dei crediti che ho raccolto, molti li ho ottenuti per scelta seguendo corsi che mi interessavano e mi hanno offerto scenari nuovi, aggiornamenti di orizzonte professionale. Questa dovrebbe essere la sola ratio della formazione obbligatoria, ma tanti invece li ho “trovati”...

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…drinn…drinn…drinn…pronto? – “il Berlanda”… (poi un lunghissimo silenzio)…

Era questo l’incipit da sempre di ogni sua telefonata e mi piace continuare a chiamarlo così, “Il Berlanda” come lui si presentava  con autoironica immedesimazione, in terza persona, quasi come se ogni chiamata dovesse essere l’inizio del microcapitolo di un suo personale “de bello gallico”. Ricordo  alcuni aspetti del nostro rapporto, a partire dal primo incontro. “Il Berlanda” lo conosco da una vita  ma, stranamente, non era stato il “sessantotto” a farci incontrare pur essendo un periodo di contatti agevoli tra mondi  e luoghi diversi (studenti, professori, professionisti, artisti, politici, sindacalisti, cittadini, uomini, donne, organizzazioni e cani sciolti…). L’incontro...

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L’architettura nel cinema: “Mon oncle”

“Quando ho costruito Casa Arpel per “Mon Oncle”, racconta Tati, “sono stato criticato per essere contro l’architettura moderna. Ma, guardando bene il film, si capisce che io non sono affatto contro l’architettura moderna, ma contro l’uso che questa coppia fa di questa casa! Una casa da far visitare, ma non da vivere. Potrei sbagliarmi, ma credo che si dovrebbe concedere non solo il permesso di costruire, ma anche il permesso di abitare”. Sempre Tati: “Mon Oncle mette al confronto due mondi opposti, da una parte quello del successo, in cui tutto è nuovo, ordinato, e dall’altra quello di Hulot,...

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Franco BERLANDA, un landmark.

Il landmark è una parola cara agli architetti. Landmark è segnale, riferimento nello spazio. Senza landmark un territorio è insipido: chi lo percorre o lo abita è smarrito. Senza landmark Il luogo è, come si dice, “un non luogo”. Landmark  può essere una torre, un faro, ma anche un cartellone, una chiesa, un ponte, un monte, una grande quercia. Se c’è un landmark il paesaggio  ci parla, ha senso. Ma può anche essere uno scoglio nel mare, roccia contro la quale non bisogna cozzare per non farsi male, ma che, comunque, nella navigazione devi rispettare. Franco Berlanda è stato,...

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Frammenti di memorie

Per ricordare Franco Berlanda, scomparso sabato 29 giugno, abbiamo raccolto i pensieri di alcuni di coloro che lo hanno conosciuto, e con lui hanno lavorato  o collaborato nell’impegno personale e politico. Il funerale sarà martedì 2 giugno alle 15.30 al Tempietto crematorio del Cimitero monumentale di Torino. La sua storia è raccolta nel profilo che ci ha mandato il figlio Tomà e che trovate QUI. Continueremo il nostro lavoro di raccolta di frammenti di storie, coltivando la memoria per guardare al futuro, per comprendere come modificare il presente, cercando di aprire nuove prospettive. Questa è forse la lezione più...

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