Dallo scorso autunno IN/Arch  Piemonte coordina il tavolo di incontro con Circoscrizione 7, CCIAA Torino,  Confindustria Piemonte, Unione Industriale, Social Fare, ANCE Piemonte, ANCE Torino, Confesercenti, C.N.A., ATC Torino, lanciato nel corso dell’incontro del 12 giugno 2018.

A partire da un contesto specifico rappresentato da una parte del quartiere Aurora, IN/Arch  Piemonte intende individuare e sperimentare nuovi percorsi di rigenerazione urbana che non prevedano necessariamente l’impiego di grossi capitali iniziali, o il coinvolgimento di grandi players (grandi operatori commerciali, fondazioni bancarie, grandi enti pubblici, grandi imprese).

L’intenzione è quella di innescare  processi di trasformazione e rigenerazione urbana originati dalle piccole attività presenti sul territorio e che messi insieme possono avere significative ricadute economiche, sociali e ambientali.

Il presupposto di fondo è che occorra attivare nuovi processi endogeni in grado di contrastare la sistematica spoliazione di attività, commercio e lavoro che si è manifestata nell’ultimo ventennio in alcune parti del tessuto urbano. Molte parti di città hanno sofferto la riduzione dei luoghi di vendita, ma anche di produzione, di artigianato, per ragioni il più delle volte legate a fattori esterni al contesto di riferimento. Una perdita di attività e di vita solo parzialmente coperta dalla nuove dinamiche generate dall’immissione della nuova migrazione. Spesso con altri modi  di abitare, altre tipologie  commerciali e artigianali. .

L’area specifica presa in esame è compresa fra Lungo Dora Napoli, Corso Principe Oddone, Via Vigevano, Corso Vercelli. Un’area che raccoglie molte e differenti situazioni problematiche: piazza Baldissera, il sedime ferroviario dismesso della Ciriè/Lanzo, le Officine Grandi Motori, l’Astanteria Martini,  ma anche tante proprietà pubbliche e private più minute oggi dimesse e in cerca di una nuova funzione. Un quartiere denso di attività artigianali e commerciali, ma che presenta anche nuovi e preoccupanti fenomeni di emarginazione fisica e sociale.

A partire dall’analisi di un’area che possiamo considerare omogenea (per il carattere dei problemi e delle opportunità che esprime) intendiamo  sperimentare un nuovo modello di  rigenerazione urbana che prevede una fase iniziale di analisi volta alla definizione  di una sorta di “mappa delle criticità e delle opportunità”. Si tratta anzitutto di “prendersi cura” di un brano particolarmente problematico di città, attraverso un censimento iniziale di  tutte le proprietà pubbliche e private dimesse con una dettagliata ricognizione  della  condizioni degli immobili e  della relative possibili vocazioni. Una successiva ricognizione della maglia del vuoto e dei sui caratteri. Cosi come è necessario osservare la struttura delle relazioni che sostengono gli spazi collettivi, le tipologie di strade, ecc.

Si tratta in sostanza di attivare un processo analitico di carattere interdisciplinare osservando in dettaglio non solo la struttura fisica ma anche la struttura economica, commerciale, sociale e occupazionale dell’area di riferimento in modo da avere un quadro il più completo possibile  della situazione di partenza. Il processo prevede l’attivazione di  una serie  di incontri con il tessuto economico, sociale e produttivo per generare una sorta di “presa di coscienza del luogo” finalizzata alla  tutela e sviluppo  del  patrimonio comune sociale, ambientale e patrimoniale. 

Il presupposto da cui IN/Arch  intende partire è che, in attesa della revisione del PRG, possano essere messe in atto da subito iniziative sperimentali di rigenerazione, che prevedano il coinvolgimento di proprietà private e pubbliche in attesa di nuove funzioni urbane.

I confronti che intendiamo  avviare hanno  l’obiettivo di andare oltre l’analisi e l’espressione di azioni normative per arrivare a individuare proposte, attori, correlazioni e processi, che possano successivamente essere sviluppate in azioni di trasformazione concrete e innovative.

Si tratta pertanto di individuare uno o più processi  di “attivazione sociale urbana“ messi in pratica attraverso una “presa di coscienza” delle potenzialità di sviluppo delle piccole attività imprenditoriali, sociali, culturali, artigianali, commerciali presenti sul territorio e che stentano ad emergere per la mancanza di fondi iniziali. Attraverso “passeggiate urbane”, dibattiti, incontri formativi, workshop, si potranno così individuare percorsi partecipati che prevedano il coinvolgimento di amministratori locali, tecnici del comune, esperti, realtà associative e imprenditoriali, facilitatori.

Occorre oggi  cercare nuove funzioni urbane, ma anche nuovi modelli di sviluppo, che, a partire da una sostenibilità economica differente e più articolata, siano in grado di innescare processi di trasformazione e rigenerazione urbana legati al territorio di riferimento. Per attivare una procedura innovativa e sperimentale l’IN/Arch intende anche avvalersi del sostegno e della collaborazione delle associazioni di categoria come Confcommercio, Camera di Commercio, CNA e Collegio Costruttori. Occorre unire gli sforzi per scandagliare il terreno delle attività e individuare possibili realtà imprenditoriali, commerciali, artigianali, sociali e di servizio, che pur non disponendo del capitale iniziale né degli spazi per poterle avviare, possono contare su un bagaglio di conoscenze sufficiente per avviare una nuova attività. Piccole attività che non possono accedere a grandi finanziamenti ma che unendosi possono incrementare  la loro capacità economica e progettuale.  Si tratta in definitiva di costruire una procedura per far incontrare la domanda di lavoro e di spazi per attuarlo con la struttura dei beni disponibili e in attesa di trasformazione. Processo che potrà essere sviluppato con una o più azioni  sul territorio coinvolgendo  proprietà pubbliche e private dimesse.

Alcune  proprietà pubbliche potranno essere assegnate mediante bandi per la concessione d’uso in cambio di un affitto o gratuitamente  per offrire specifici  servizi collettivi, altre proprietà private potranno essere utilizzate in cambio di affitti, di lavoro, del semplice avvio alla trasformazione.

Si tratta di percorre via sperimentali e innovative in grado  si superare gli ostacoli economici proprio per il loro carattere collaborativo e condiviso. In molti casi le piccole imprese richiedono di realizzare sistemi di produzione o di vendita condivisi che possono essere anche molto differenti per funzione ed utilizzo. Vi è certamente la necessità di spazi attrezzati con cucine industriali che possono essere utilizzati a rotazione, luoghi per la produzione tessile, per l’artigianato che prevedono un utilizzo condiviso e coordinato. Spazi per attività di servizio, ludiche o sportive da utilizzare in condivisione fra realtà associative differenti. Spazi coperti e protetti per la vendita di prodotti di più realtà commerciali minute che non dispongono dei mezzi per l’affitto regolare di un locale. Luoghi per la pratica e l’insegnamento dello yoga, delle arti marziali, ecc. Luoghi per lo sviluppo di impresa sociale sul territorio mirate alla soluzione di problemi specifici legati anche all’area di riferimento, imprese sociali che possono essere sostenute e accompagnate nello sviluppo dei progetti necessari alla formulazione delle domande di finanziamento locale e internazionale.

Con la consapevolezza che per accedere ai finanziamenti occorrono soprattutto dei buoni progetti sufficientemente articolati e dei fondi  iniziali, che le deboli attività presenti sul territorio ancora non possiedono.

L’obbiettivo ambizioso è di individuare una nuova nuove procedura che possa far da modello (anche molto  flessibile) di rigenerazione applicabile in altri contesti omogenei. Attraverso più azioni si potrà arrivare  a costituire una sorta di “laboratorio urbano permanente” capace di  assolvere alla funzione di “Matching Hub”, ossia di luogo di  incontro della domanda con l’offerta, offrendo tutto  il supporto necessario all’avvio del processo. Alcune  proprietà pubbliche potranno essere assegnate mediante bandi per la concessione d’uso in cambio di un affitto o di prestazione di servizio, altre proprietà private potranno essere utilizzate in cambio di un avvio di trasformazione. 

L’ IN/Arch  riunisce sia architetti che imprenditori, può mettere insieme competenze diverse, avviare incontri formativi, di studio e di laboratorio progettuale, per individuare più in dettaglio le fasi del processo e la procedura di attuazione. Seguendo questo paradigma cittadini, architetti, tecnici del Comune, realtà associative e imprenditoriali possono essere raccolte intorno a dei tavoli di lavoro dove la pratica di progettazione si propone di produrre molteplici e confrontabili idee di spazio e di città, assumendo anche le conoscenze dei cittadini come una risorsa indispensabile per cominciare ad immaginare un nuovo  futuro.

SCANDAGLI a cura di Davide Derossi, Giorgio Giani, Franco Lattes, Silvia Minutolo, Francesco Tresso e Paola Valentini.

IN/Arch Piemonte promuove il ciclo di iniziative SCANDAGLI che prende avvio dai risultati del Congresso nazionale IN/Arch 2018, che ha posto al centro dell’attenzione la riflessione sul modello di sviluppo delle nostre città per il prossimo futuro.  Il tema congressuale e le iniziative di coinvolgimento avviate sul nostro territorio hanno fatto emergere la consapevolezza che, per innescare processi innovativi, occorra anzitutto il dialogo tra i molti soggetti e la messa a sistema delle potenzialità, il confronto tra l’intrecciarsi di domande e offerte l’accettazione della complessità di strategie che richiedono un elevato grado di “progettualità”.

SCANDAGLI è concepito per esplorare le profondità urbane, per andare sotto la superficie delle narrazioni convenzionali, coinvolgendo in maniera attiva i rappresentanti delle categorie imprenditoriali ed economiche, avviando le condizioni per mettere in pratica le opportunità offerte da nuovi paradigmi di intervento sul territorio, attraverso azioni rivolte all’avanzamento dell’integrazione sociale, dello sviluppo economico e della qualità ambientale.

L’IN/Arch Piemonte, seguendo questo obiettivo, si propone come soggetto multidisciplinare in grado di contribuire a una sperimentazione operativa a seguito dei risultati della prima iniziativa SCANDAGLI #1.

Il presupposto da cui IN/Arch intende partire è che, in attesa della revisione generale del Piano Regolatore,  procedura articolata che prevede un lungo iter prima di essere concretamente applicabile, possano essere messe in atto da subito iniziative sperimentali di rigenerazione.

SCANDAGLI #1 costituisce un’occasione di confronto sulla possibilità che oggi, con le attuali regole di trasformazione, esistano le condizioni per avviare la trasformazione della città capaci di propagarsi e innescare processi di innovazione.

Per dare più concretezza all’iniziativa si è scelto di approfondire una prima parte di città omogenea – per i problemi e le opportunità che raccoglie – su cui abbiamo provato empiricamente ad individuare possibili temi di trasformazione: la zona del quartiere Aurora posta tra c.so Principe Oddone, c.so Vigevano, c.so Giulio Cesare e Lungo Dora Napoli.

Per approfondire si consiglia la lettura dell’articolo di Davide Derossi sul Giornale dell’Architettura “Scandagli: percepire dal profondo le istanze di cambiamento delle nostre città”