11 dicembre 2018 | ore 20,45 | Unione Culturale Franco Antonicelli | Via Cesare Battisti 4 | Torino| ingresso gratuito

 

intervengono:
Gianmaria Ajani (Rettore UNITO)
Guido Saracco (Rettore POLITO)
Luciano Abburrà (IRES Piemonte)
Silvia Belforte (architetto, POLITO)
modera:
Franco Lattes (architetto, IN/Arch Piemonte)
 
Nella nuova dimensione post-fordista, l’economia della conoscenza ha acquisito un ruolo sempre più rilevante negli assetti globali, con concrete e significative ricadute sulla forma fisica della città. Osservando i fenomeni urbani più dinamici, ricorre il ruolo delle strutture pubbliche e private che in diversi modi sono riconducibili alle funzioni universitarie, come leva significativa di rigenerazione urbana. L’espansione futura del sistema universitario torinese, le politiche che la Città intende attuare di concerto con le istituzioni accademiche presenti sul territorio, impongono una riflessione generale sul modello di “città universitaria” e/o di “campus” che si intende perseguire a partire dalle interazioni possibili tra università e città.
Dovrebbe a breve partire il progetto di riqualificazione di parte del parco del Valentino con la realizzazione di aule universitarie e biblioteche all’interno del Palazzo delle Esposizioni. I campus urbani, negli ultimi anni, si sono ritrovati al centro di processi di trasformazione della società, dell’economia e del modo di essere università. Gli Atenei devono oggi essere in grado di definire un progetto, una strategia coerente con il Governo della città, per poter giocare appieno il ruolo centrale che sono chiamate a svolgere.
Abbandonato da tempo il significato originario di “enclave esclusive, fondate su unità di tempo e di luogo, specificamente dedicate alla formazione della classe dirigente” come nella tradizione anglosassone, il “campus” è oggi piuttosto – in continuità con la tradizione italiana e di buona parte dell’Europa – sempre più urbano, più strettamente radicato nella città, aperto alle interazioni con il contesto di riferimento. Osservando molti esempi concreti nel mondo, i luoghi della conoscenza si confermano come una straordinaria occasione di rigenerazione urbana e civile.
Attraverso la realizzazione di strutture complesse e ibride, che prevedono attività formative, di ricerca, di promozione sociale, di avvio di impresa, di residenza universitaria, di scambio, anche aperte ad usi non istituzionali, i nuovi luoghi della conoscenza possono assumere un ruolo determinante nella definizione delle strategie di trasformazione urbana.
Qui il programma completo del 1° ciclo di incontri dell’Unione Culturale Gruppo Città e Territorio – stagione 2018/2019.