Progettare la rigenerazione urbana

26-27-28 NOVEMBRE 2019, 9.00/18.00 | SALE DELLA CIRCOSCRIZIONE 7, CORSO VERCELLI 15 TORINO | 

Iscrizione obbligatoria.

Per chi vuole partecipare si consiglia di intervenire all‘incontro pubblico che si tiene giovedì 14 novembre alle ore 18 nella Sala Conferenze della circoscrizione 7.

Il workshop, in collaborazione con l’assessorato all’Urbanistica del Comune di Torino e la Circoscrizione 7, ha l’obiettivo di offrire un’occasione di sperimentazione progettuale legata a temi concreti e attuabili e si rivolge a Architetti e Ingegneri.

La partecipazione al workshop da diritto a 20 crediti formativi professionali (CFP), come da autorizzazione del CNAPPC n.1309/2019. Gli ingegneri, invece, potranno avvalersi del sistema di autocertificazione dei crediti se previsto dal CNI.
 
L’iscrizione al workshop ha un costo di € 40, per i  soci IN/Arch  la quota di iscrizione è di € 20.
Il termine per l’iscrizione è il 21 novembre 2019. Per iscriversi QUI.
 
Per informazioni scrivere a progetto@inarchpiemonte.it
In caso di mancata attivazione del workshop la quota versata sarà rimborsata.

PROGRAMMA

Il workshop sarà sviluppato in tre giornate, da otto ore di lavoro ciascuna:

  • 26 novembre 2019 (9/13 | 14/18)

saluti del Presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri

illustrazione delle ipotesi di riqualificazione Scandagli e presentazione del programma di lavoro | sopralluogo nell’area di intervento | formazione dei gruppi di lavoro e avvio dell’esercitazione progettuale.

  • 27 novembre 2019 (9/13 | 14/18)

 esercitazione progettuale

  • 28 novembre 2019 (9/13 | 14/18)

esercitazione progettuale |  presentazione pubblica dei risultati da parte dei  gruppi di lavoro

Le esercitazioni e i sopralluoghi saranno seguiti da docenti che seguiranno costantemente il percorso progettuale fornendo ai partecipanti supporto e materiali di lavoro. 

IL TEMA 

L’area presa in esame raccoglie molte e differenti situazioni problematiche: piazza Baldissera, relegata a pura infrastruttura viabilistica, il sedime ferroviario abbandonato della Ciriè/Lanzo, le aree ex-produttive come le Officine Grandi Motori, o i relitti di precedenti nuclei di servizi come l’Astanteria Martini, ma anche tante proprietà pubbliche e private più minute, oggi dismesse e in cerca di rientrare nel circuito degli usi urbani. Un quartiere con una tradizione di attività artigianali e commerciali, lambito da consistenti episodi di trasformazione al contorno, ma che rivela anche nuovi e preoccupanti fenomeni di spoliazione urbana, di emarginazione fisica e sociale tipici della crisi: sfratti, disoccupazione, chiusura di negozi e laboratori artigiani, spaccio, mancanza di spazi di aggregazione, di verde, di caratterizzazione morfologica e funzionale dei luoghi.

Il presupposto da cui IN/Arch intende partire è che possano essere messe in atto da subito iniziative sperimentali di rigenerazione, che prevedano il coinvolgimento di proprietà private e pubbliche oggi in attesa di nuove funzioni urbane.

I confronti che intendiamo avviare hanno l’obiettivo di andare oltre l’analisi e l’espressione di azioni normative per arrivare a individuare proposte, attori, correlazioni e processi, che possano successivamente essere sviluppati in azioni di trasformazione concrete e innovative.

Si tratta pertanto di individuare uno o più processi  di “attivazione sociale urbana“ messi in pratica attraverso una “presa di coscienza” delle potenzialità di sviluppo delle piccole attività imprenditoriali, sociali, culturali, artigianali, commerciali presenti sul territorio e che stentano ad emergere per la mancanza di fondi iniziali. Attraverso più azioni si potrà arrivare  a costituire una sorta di “laboratorio urbano permanente” capace di  assolvere alla funzione di “Matching Hub”, ossia di luogo di  incontro della domanda con l’offerta, offrendo tutto  il supporto necessario all’avvio del processo.

il ruolo di protagonista non è tanto affidato alla possibile potenzialità dei “pieni” dI recuperare il valore d’uso e di scambio in essi incorporato, ma al sistema di relazioni che è possibile innescare, attraverso la conoscenza, l’informazione, il confronto, la condivisione tra soggetti diversi; ruolo che è prerogativa principale dei “vuoti”, dello “spazio pubblico”, oggi spesso declassato a puro tessuto connettivo, funzionalmente necessario ma privo di connotazioni e negletto, quando non addirittura privatizzato e sottratto alla sue reale dimensione sociale: occorre invece restituire allo spazio pubblico la valenza strategica di scena urbana, di risorsa condivisa, di attivatore di pratiche sociali, lo spazio urbano deve rendersi quanto più possibile fruibile, attraversabile, deve costituirsi come luogo di dialogo e risorsa per le categorie più deboli, di deve adattare al mescolarsi e modificarsi di usi e culture e deve offrire visibilità e accessibilità a processi di continua innovazione, che ne dovrebbero garantire una intensa vitalità.

foto di Davide Derossi

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